fotografia//etica

Segnalo questo nuovo festival. Affrontare la questione dell’etica nella fotografia é oggi quanto mai necessario e urgente, da sempre, delicato e complicato allo stesso tempo. Diverse sono le iniziative, editoriali e non, che hanno affrontato e affrontano il tema dell’etica nella fotografia, ma questo é il primo festival sull’argomento, perlomeno nel nostro paese. Iniziativa da seguire, per chi vuole comprendere il senso del proprio agire fotografico.
Festival della Fotografia Etica
Tra i diversi aspetti che sono emersi nella letteratura sull’argomento, uno in particolare non mi sembra ancora sufficientemente trattato (posso anche sbagliarmi), ed é quello del rapporto fotografo e soggetto. Direi da almeno tre punti di vista: quanto la presenza del fotografo influenza, anche involontariamente, la scena e i comportamenti delle persone presenti e fotografate, quanto le persone fotografate influenzano il fotografo e quanto il fotografo agisce volontariamente nel modificare la scena.
Se l’azione volontaria nel modificare la scena in realtà é già stata affrontata grazie ad alcuni casi ecclatanti e tutto sommato fondandosi sulla consapevolezza é più facile da individuare e da commentare, le altre due mi sembrano tutt’altro che scontate.
In questi casi credo che esista un rapporto tra un presupposto – fotografo il più possibile rispettando modi e condizioni dell’essere degli individui – e una domanda – mi rendo di conto di cosa sto modificando e di cosa mi modifica – .
E’ chiaro, la faccenda non é semplice. Nel pensiero antropologico, si pensi al lavoro antropologico e fotografico della Mead e di Bateson, cosi come nelle riflessioni legate al costruttivismo, la questione dell’influenza e della relazione dell’osservatore sul/nel sistema osservato é ampiamente discussa. E forse varrebbe la pena riportare, traducendole, alcune di queste riflessioni nel contesto dell’attività fotografica.
Aggiungerei un altro aspetto, relativo all’importanza della restituzione del lavoro fotografico, a cui accenno nella presentazione di La colpa e l’applauso. Su questi temi vorremmo ritornare a parlarne, più avanti.
01
mar
10
Lichtblau&Hartmann
Nel mese di agosto 2008 l’associazione teatrodellaterra ha ospitato nello spazio OM lospaziodiviacecchi la coreografa Claudia Lichtblau e il danzatore Matthias Hartmann per un periodo di prove del loro ultimo spettacolo, all’epoca ancora in cerca di un titolo. Lo spettacolo é stato presentato nel mese di dicembre ad Essen. A chiusura del mese di prove é stata presentata una prova aperta al pubblico, per due serate consecutive l’11 -12 settembre, serate nelle quali abbiamo avuto come ospite e con i suoi video la coreografa tedesca Reinhild Hoffman. Le serate hanno fatto parte della rassegna di danza contemporanea Aree di Servizio#Soste di danza contemporanea.
Lo spazio OM, concesso in uso dall’assessorato al Decentramento e all’Area Metropolitana del Comune di Torino, é una vecchia fabbrica in disuso. Uno spazio nudo che l’associazione ha iniziato ad immaginare nuovamente.
Dal punto di visto fotografico né le prove né lo spettacolo potevano essere fotografate. I rumori e i suoni del corpo, le poche note musicali insieme al silenzio erano gli unici ammessi. Mi restava uno scampolo di tempo e uno spazio ridotto durante la preparazione delle prove, un tempo dove alcuni gesti e sensi iniziano a prendere corpo.
Considero Licthblau&Hartmann una specie di ponte tra back e danza.
01
mar
10















