infanzia andata e ritorno
Infanzia andata e ritorno è un progetto narrativo (fotografico e multimediale) che ha iniziato il suo percorso nella comunità per minori MosoqRuna in Urubamba, Val Sagrada, Perù. Una comunità dell’associazione Urubamba di Torino.
“L’infanzia che raccontiamo è il vissuto del bambino; è la posizione dell’adulto, che accompagna, con la presenza e persino con l’assenza, il formarsi di quell’identità; è quel luogo da cui si viene e a cui inevitabilmente a tratti si torna” (dal documento di progetto).
La ricerca fotografica si é concentrata su alcuni aspetti dell’agire del bambino: gesti, azioni, modi di fare che in età adulta si perdono. Il bisbiglio, camminare dove da grandi non si camminerà più, guardare cose e in modi che solo da piccoli trovano un senso. All’attività fotografica si é aggiunta la raccolta dei materiali orali ed insieme si sono concretizzate nella comunità di MosoqRuna e nella zona tra Cuzco, Urubamba, Machu Picchu, Maras, Chinchero, dove abbiamo raccolto le storie degli anziani, ascoltato e registrato i cuentos in lingua quequa. Abbiamo anche approfondito la conoscenza delle fotografie di Martin Chamby, il primo fotografo di orgine andina presso la biblioteca Bartolomeo De Las Casas a Cuzco. Un evento/mostra raccoglierà i materiali audio e fotografici per raccontare questa prima esperienza del progetto Infanzia andata e ritorno.
Ma perché nella comunità MosoqRuna? Perché ci siamo conosciuti e con l’evento/mostra vogliamo raccogliere fondi per sostenere la comunità e il suo impegno fondamentale in quella realtà.
Urubamba è stata la prima tappa e il progetto andra avanti in altri luoghi e culture.
Il progetto si realizza in un evento multimediale, con una scenografia appositamente progettata, nel quale troverano spazio oltre alle fotografie presenti nel sito, una serie di altre fotografie relative ai luoghi e alle persone della cultura locale nella quale il bambino cresce.
ideazione progetto
Cristina Sertorio e Marco Benna
concept, testi e materiali
Cristina Sertorio
fotografie
Marco Benna
allestimento scenico
Carlo Cantono
11
dic
09






























Sfogliando queste fotografie, pensieri.
“Quando il bambino era bambino le noci fresche gli raspavano la lingua; ed è ancora così;
a ogni monte sentiva nostalgia di una montagna ancora più alta (…) e questo è ancora così.
aspettava la prima neve, e continua ad aspettarla.
Quando il bambino era bambino lanciava contro l’albero un bastone, come fosse una lancia, che ancora continua a vibrare.”
(…)
“Guardare non è guardare dall’alto; ma ad altezza occhi.”
(da “Il cielo sopra Berlino”)
Commento di Cristina — 27 luglio 2010 @ 09:14
direi che è esattamente quello che il progetto vuole fare.
Commento di admin — 29 luglio 2010 @ 10:05