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demetrio stratos

DEMETRIO STRATOS

Cremona, 1978. C’è Demetrio in concerto, il nostro Demetrio, quello degli Area, ma è solo lui insieme a Lucio Violino Fabbri. E ho una macchina fotografica, la prima “seria”, una Olympus OM1. Due grandi passioni che come spesso accade si intercettano, ma la serata è particolare, perchè Stratos è particolare. E poi il repertorio. Musiche di Cage e altri scritte per lui. È la prima volta che fotografo un concerto serio e l’emozione c’è, si fa sentire. La fotografia scalpita ma è ancora giovane. Dopo il concerto decidiamo di andare dietro il palco per conoscerlo. Conoscere Stratos. E nella sua semplicità accetta di parlare con questi due ragazzotti, che suonano, fotografano, che hanno capito poco del concerto, ma entusiasti di quelle sonorità e incantati dalle sue parole. Chiare e dirette; l’ascolto della musica è di tutte le musiche e la tecnica è soprattutto allenamento, serio e rigoroso. Poi, come se fossimo tra vecchi amici prende lo spartito, lo apre e ci da di gomito facendoci vedere la firma con dedica di John Cage alla fine della partitura. E per un attimo siamo in un altro mondo. È un piccolo contributo, ad un grande musicista, ma prima di tutto ad un uomo.

20

Gen

11

4 Comments

  1. Era un periodo in cui a Cremona abbiamo visto un sacco di gente. Mi ricordo Max Roach, Archie Shepp al Ponchielli; aveva suonato qualcosa come 20 strumenti diversi (ma più visto un sax soprano sopranino in mib!) e poi gli altri, Il Banco di “quella” sera in Duomo ascoltato oltre le transenne, Finardi e soci con Fariselli alle tastiere e Fabbri al violino appunto, gli Area a porta Mosa, di pomeriggio e con zero voglia di suonare; dopo un ora di ritardo si sono messi a far due palleggi con un pallone da calcio e poi Concertone! Mi ricordo persino Yuri Camisasca, sempre alla Spettacolo, alle due del pomeriggio, un freddo della madonna e forse venti persone ad ascoltarlo.
    Ma ce ne sono alcuni che ti porti dietro come cose tue per sempre; questo di Piazza Lodi e Gaber alla “Spettacolo” sono tra quelli. Mi ricordo dove ero seduto. Mi piacerebbe ritrovare l’HP5 tirata a 3200 ASA di quella sera ma temo che i 10000 traslochi di questi anni abbiano lasciato un segno. Perdere le tracce, anche quello un bel tema.
    un abbraccio

    Commento by paolo — 21 gennaio 2011 @ 09:19

  2. ciao Paolo, il blog non basta, non è sufficiente e lo dico dispiacendomene. Perché non è solo memoria, ne tantomeno nostalgia. E vale per tutte le generazioni. Riannodare fili che hanno tracciato una storia individuale e collettiva allo stesso tempo. Spero che si concretrizzi la possibilità di continuare nel riannodare fili, ma di fronte ad un buon vino.

    Commento by marco — 22 gennaio 2011 @ 00:15

  3. bravo1-la prima: puoi sentirlo anche attraverso le dita che torturano lo snodo dell’asta.
    bravo2-l’ultima: suono/archetto + suono/manosinistra bastano e avanzano (il resto è camicia.
    Purtroppo sono proprio belle. E mi tocca di nuovo dirlo.

    Commento by beppe q. — 28 gennaio 2011 @ 14:36

  4. eehhei!!! a tutti questi concerti c’ero anch’io!aggiungo alla spettacolo Finardi e jannacci nonche’ credo nello stesso periodo gli intillimani in piazza marconi.
    ciao marco,io vorrei proprio riannodare i fili,mi fermo a cremona un po’ domani ti chiamo!!un grande abbraccio .laura.

    Commento by laura castellani — 20 dicembre 2011 @ 00:52

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